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Maria, donna della Pentecoste
Fr. Santo

«Spirito Santo, ricordati di generare e formare figli di Dio con Maria, tua santa e fedele sposa. Hai formato in lei e con lei il capo degli eletti, perciò con lei e in lei devi formare tutte le sue membra. [...] Tutti i santi del passato e del futuro sino alla fine del mondo sono opere del tuo amore unito a quello di Maria» (San Luigi de Montfort - Preghiera Infocata, 15). Davvero abbiamo bisogno di una nuova Pentecoste! I nostri cuori non sono forse paralizzati come quelli degli Apostoli prima che il Paraclito li inondasse e li infiammasse con il suo ardore?

È dunque il momento di approfondire il nostro rapporto con lo Spirito di Dio, capace di trasformare totalmente le nostre vite e Maria ci aiuterà a raggiungere lo scopo. È importante comprendere infatti la strettissima relazione che intercorre tra la Vergine e la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo. Una relazione talmente stretta da aver spinto per primo San Francesco d’Assisi a definire Maria “Sposa dello Spirito Santo”. In effetti, se ci pensiamo, la presenza di Maria nel cenacolo, nel giorno di Pentecoste, non era per niente casuale! Era la Madre di Gesù che presiedeva la preghiera e invocava l’intervento del suo Sposo per dare alla luce la Chiesa di Cristo!

Esattamente come all'Annunciazione, quando lo Spirito tramite Maria e in Maria concepì Gesù, il Capo, così alla Pentecoste, tramite Maria e in Maria lo Spirito ha concepito la Chiesa, le membra! Esiste infatti una certa analogia tra la discesa dello Spirito Santo su Maria all'Annunciazione e la discesa dello Spirito Santo sulla Chiesa apostolica a Pentecoste. Maria, dopo essere stata inebriata nell'intimo dallo Spirito al momento dell'Annunciazione, si mette in viaggio con animo missionario recandosi da Elisabetta e annunciando le grandi opere dell’Onnipotente con il suo Magnificat. Così anche la Chiesa apostolica di Gerusalemme, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste, esce dal cenacolo per proclamare pubblicamente la risurrezione di Cristo Gesù.

Non a caso l'Annunciazione viene anche detta “Pentecoste di Maria” oppure “proto-Pentecoste della Chiesa”. Il Vangelo di Luca racconta: «Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo» (Lc 1, 40-41). Con un semplice saluto Maria trasmette, conferisce lo Spirito Santo ad Elisabetta e al bambino che ella portava in grembo, Giovanni Battista, colui che sarebbe divenuto il precursore di Gesù. Analogamente leggiamo riguardo a Pietro negli Atti degli Apostoli: «Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo scese su di loro, come in principio era sceso su di noi» (At 11, 15). Conferire lo Spirito Santo è senza dubbio una prerogativa apostolica. In effetti, nel caso del saluto ad Elisabetta, è Gesù stesso che comunica lo Spirito per mezzo di Maria, iniziando ad esercitare il suo ministero già dal grembo della Madre. La Vergine anticipa quindi questo carisma in virtù della sua maternità divina, facendosi mediatrice dei doni dello Spirito. San Luigi Maria Grignion de Montfort nel suo “Trattato della vera devozione a Maria” al n.36 afferma: «Quando lo Spirito Santo, suo Sposo, l'ha trovata in un'anima, vi vola e vi entra con pienezza, si comunica a quest'anima con abbondanza, nella misura in cui trova spazio la sua Sposa. Uno dei principali motivi per cui lo Spirito Santo oggi non compie meraviglie clamorose nelle anime, è che non vi trova un'unione abbastanza forte con la sua fedele e indissolubile Sposa». Maria dunque, in quanto Sposa e Tempio dello Spirito, ne è anche la mediatrice dei doni. San Massimiliano Kolbe usa parole ancor più esplicite: «L'unione tra lo Spirito Santo e la Vergine Immacolata è così stretta che lo Spirito Santo non esercita alcun influsso nelle anime se non per mezzo di Lei» (Lo Spirito Santo e l'Immacolata, ed. Vita Nuova).

Secondo un'antica tradizione la scena della Pentecoste viene rappresentata con lo Spirito Santo che scende, prima di tutti, su Maria, per poi distribuirsi sotto forma di dodici fiammelle e andandosi a posare sul capo degli Apostoli, presentando così Maria come la dispensatrice di tutte le grazie e di tutti i doni dello Spirito. L'unione dello Spirito Santo in Maria ha la caratteristica insopprimibile di essere cristocentrica: infatti, la missione dello Spirito in Maria, come nei cristiani, è quella di generare Cristo. Ricordiamoci dunque, se desideriamo che lo Spirito Santo trasformi la nostra vita così come fece con gli Apostoli a Pentecoste, di invitare Maria, la Vergine dalle mani alzate, a presiedere i nostri cenacoli di preghiera.

 
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